Attenzione

Prima di tutto, benvenuti nel mio blog di fanfictions! Vi avviso subito che buona parte di esso contiene materiale yaoi esplicito. Per chi non sapesse cosa significa, ve lo spiego in parole molto povere: troverete parecchie storie OMOSESSUALI. E come ho già detto, si tratta spesso di materiale ESPLICITO. Proprio per questo motivo, vi chiedo una grande cortesia... se il genere vi fa schifo, allora non leggete! O se proprio siete mossi dalla curiosità leggete pure, però non rompetemi le ovaie con stupidissimi commenti! è_é Per tutti gli altri: spero che le mie storie vi piacciano! Buona lettura e commentate!
ありがとうございます (Grazie u_u)

Ecco la spiegazione dei vari ratings.
PG: Non c'è nessun contenuto violento o sessuale.
R: Contenuto moderatamente violento o sessuale.
NC-17: Contenuto violento o sessuale.
PWP: La trama non esiste, ci sono solo scene di sesso.
S: Trama sdolcinata e romantica.
X: Non consensuali rapporti sessuali.
D: Uomini travestiti da donne.
AU: Universo alternativo.

Non perderò tempo a scrivere in questa colonna cosa amo, cosa odio e bla bla. Per quello c'è già il mio blog personale, dove mi diverto a raccontare tutto ciò che mi passa per la testa. Quindi, se per caso vogliate sapere qualcosa in più di questa povera disgraziata, vi basterà semplicemente cliccare [ QUI ] a vostro rischio e pericolo.

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sabato, 15 settembre 2007

Scusate per la mia improvvisa assenza, ma sto studiando per un dannatissimo esame che sarà martedì! çOç

Ecco una bella fic-regalo per il compleanno della mia amà! Tanti auguri!!! *OOOOOOO* Avrei anche un’akame lasciata a metà, ma non ho avuto più tempo per continuarla u_u’’ quindi abbiate pazienza! xD

Tornando a parlare della mia stupidissima amanta… visto che  è una grande fan Koyato, mi sono messa a scrivere questa roba u_u’’ Non sono molto convinta, perché non avevo mai scritto nulla sui News prima d’ora o_o mmmh… speriamo che non faccia troppo schifo! T_T’’

Per quanto riguarda il titolo: ho scelto questo innanzitutto perché è una canzone Koyato... e poi perché ho letto il testo in inglese e so che “to peep” vuol dire anche “spiare”… quindi mi sembrava azzeccato u_u anche se effettivamente il vero significato della song è un altro xD decisamente perverso =ç=’’ però insomma, non sapevo proprio che titolo mettere çOç’’

Il pairing è Koyato (ma và?! L’ho già detto due volte xD), tuttavia… forse i pairing sono due u_u non ve lo dico! xD

Amà, messaggio per quando l’avrai letta: le legnate non troppo forti, grazie!! xDDDDDD ah, e comunque ho aggiunto la lemon, come volevi tu u_ub e se ti lamenti che è corta ti sparo alle coronarie o_o +affettuosa+

Rating: NC-17

 

 

 

チラリズム -Chirarizumu-

 

 

 

Nooooooo! Maledetta sveglia!

Si può sapere perché suoni proprio adesso? Sono solo le undici del mattino!

Allungo il braccio per spegnere quell’affare e per poco non finisco con la faccia spalmata sul pavimento. Mi guardo attorno con la vista ancora appannata, cercando di focalizzare la situazione…

Ah, già! Oggi ricominciano le prove con il gruppo! Che stress!

Infilo i piedi nelle ciabatte e mi dirigo in cucina, barcollando e sbattendo qua e là tra le pareti. Mentre consumo (o meglio, divoro) la mia colazione, un pensiero stupendo mi invade la mente…

Oggi… oggi ci sono le prove, e quindi… rivedrò il mio amore! Il mio Kei-chan!

Non ci vediamo da più di due settimane, precisamente da quando c’è stata quella cena con il manager. Accidenti… non faccio sesso da allora?!

Beh, comunque sia oggi lo rivedo! Meno male, non ne potevo più! E’ inconcepibile che io debba stare per così tanto tempo senza di lui! Anzi, ora sapete che vi dico? Lo chiamo!

“Moshi moshi?”

“Ammuooooreeeehh!!!” urlo sputando riso dalla bocca piena. Ha sempre una voce così bella!

“Ma dove cazzo sei?! Guarda che aspettiamo solo te per iniziare! Idiota!”

Sempre gentile il mio amore…

“Sto mangiando! Appena finisco mi preparo e arrivo!”

“Ma no, devi venire adesso! Lo sai che ore sono, vero?”

“Si!” dico con fierezza, perché una volta tanto mi sono svegliato puntuale “Sono le undici!”

“Appunto! E dovevi essere qui alle dieci!!”

“Ah… amore, scusami! Avevo capito male l’orario!”

Nel frattempo sento un’altra voce, quasi un sussurro.

“Sei insieme agli altri per ora?”

“Si… cioè, gli altri sono di là. Qui con me c’è Tessi.”

Dannazione…

Perché mi da così fastidio quando sono loro due da soli?

Vediamo… forse perché ultimamente Tegoshi gli sta appiccicato come una sardina e sembra quasi volerci provare spudoratamente? Magari è solo una mia impressione… si, è sicuramente così.

“Ne~ ~ ~!! Ti ho detto di sbrigarti!”

Un’altra cosa sussurrata, e stavolta ridacchiano entrambi.

“Ma che succede?” chiedo un po’ irritato.

“Eh? Niente, niente! Muoviti!” conclude lui prima di chiudere la chiamata.

Bah! Che razza di dialogo!

Mi ha persino trattato male! Il vero Kei-chan mi avrebbe fatto le fusa per telefono! Strano… forse è stata la presenza di Tegoshi a rovinare l’atmosfera…

Oddio, e se i miei sospetti fossero fondati?

Se quello prova a rubarmi il ragazzo lo muro vivo! Me ne frego se siamo amici! E’ da quando abbiamo filmato il DVD di “Hoshi wo mezashite” che mi sta sulle palle! Mai una volta che si staccasse da Keiichiro... ma pigliati Massu, invece di importunare sempre il mio amore!

Meglio che mi sbrighi a raggiungerli, prima che quello lì ne approfitti per fare a Kei-chan qualche proposta indecente.

 

Manco il tempo di aprire la porta della sala di registrazione e già mi hanno fatto incazzare…

Dal vetro posso benissimo vedere Tegoshi che con quel culo da papera si avvicina al MIO ragazzo!

Perché sono così dannatamente geloso? Perché?! Dopotutto non ho nulla di cui preoccuparmi, giusto? Kei-chan mi ama, mentre Tegoshi è un nostro amico… quindi non ci proverebbe mai con lui, né mi farebbe un torto così grande!

Entro silenziosamente, sto per salutare ma qualcosa mi blocca… i miei cinque compagni sono messi tutti lì a confabulare tra di loro. Tegoshi guarda Keiichiro e noto che i due si lanciano uno sguardo molto complice, mentre Yamapi parla. Quando poi si accorgono della mia presenza smettono immediatamente di stare vicini e di discutere, come se temessero di essere stati scoperti… ma scoperti a fare cosa?

“Buongiorno, Shige-kun!” mi urla Massu venendomi incontro, con il suo solito sorrisone. Peccato che io però non sia dell’umore giusto per fargli le feste… tutta colpa di quella stupida telefonata.

“Giorno.”

Poso la mia borsa sul tavolo e mi volto a guardare Keiichiro. Lui mi sorride e mi saluta con la mano e… e basta.

Come basta?! Perché diamine non viene a darmi il solito bacio a schiocco del mattino?!

Forse in questi giorni che non ci siamo visti ha già dimenticato le nostre dolci abitudini?!

Abbozzo un debole sorriso ricambiando il saluto. Meglio non fargli la scenata proprio adesso.

“Bene, ora che siamo tutti direi che possiamo cominciare!” esclama Yamapi “Prendete le cuffie e avvicinatevi qui… ah! Koyama-kun e Tegoshi-kun! Voi dovete provare insieme quel pezzo della quarta canzone, giusto?”

Il mio fidanzato si volta verso Tegoshi e dopo una rapida occhiata annuiscono entrambi.

“Bene, allora potete andare nella stanza accanto!”

Un momento!

Ma di quale pezzo parlano? Cos’è sta storia?

Sto per chiedere spiegazioni a Keiichiro, ma lui ha già varcato la soglia con quell’oca, lasciandomi là davanti come un perfetto salame. Dio mio, che brutta giornata che è oggi!

“Stà tranquillo, mica vanno a pomiciare!” mi sussurra Ryo divertito “Forse…”

Ryo-chan, io ti voglio tanto bene, lo sai… ma ci sono dei momenti in cui ti romperei la testa a suon di sprangate.

“Non sei divertente.” dico con uno sguardo cupo.

“Andiamo, stavo solo scherzando! Non essere così permaloso!”

“Quando si tratta di Koyama perdi sempre la testa, eh?” aggiunge Yamapi ridendo con Ryo.

Ma oggi ce l’hanno tutti con me? Cosa ho fatto di male?

“Non sei divertente nemmeno tu! E comunque non sto perdendo la testa! Non ne avrei alcun motivo!”

“Lo spero proprio, perché adesso dobbiamo lavorare! Lascia perdere queste stupidaggini e impegnati!”

Certe volte Yamapi è di un’antipatia unica! Piglierei volentieri a sprangate pure lui!

Sto per rispondere a tono, ma Massu mi precede consigliandomi di non prendermela, e faccio come dice lui anche se non sono pienamente d’accordo.

Ma insomma, Massu! Perché sei così tranquillo?

So benissimo che sei cotto di Tegoshi, eppure non sembri affatto geloso! E ti sarai reso conto anche tu che recentemente segue Keiichiro ovunque! Ci manca poco che lo accompagni anche a far pipì!

Ma nonostante questo, tu stai ripassando la tua parte con estrema tranquillità!

E’ proprio un mistero…

Beh, oddio… è un mistero anche il fatto che Massu possa essere innamorato perso di un idiota come Tegoshi, ma lasciamo perdere…

 

Iniziano le prove e io cerco di impegnarmi più che posso nel mio lavoro, più che altro per non sentire nuovamente la ramanzina da parte di Yamapi.

Eppure c’è sempre qualcosa che non quadra…

Sono trascorse già due ore, ma il mio amore e Tegoshi non sono ancora usciti da quella dannata stanza. Possibile che per provare un pezzo di pochi secondi debbano starci così tanto?

Forse Tegoshi sta sbagliando apposta la sua parte, per poter stare più tempo con lui… e il mio ragazzo è così stupido e con la testa per aria da non rendersene neanche conto!

Uffa… perché non posso entrare lì?

Quasi quasi dico di dover andare in bagno, così forse riesco a controll…

“SHIGE!!!” mi urla improvvisamente Ryo all’orecchio.

“Eh? Si!! Presente!”

“Toccava a te cantare, idiota!!”

Accidenti, è vero! Il mio turno era subito dopo quello suo!

Yamapi stoppa la musica esasperato, mentre gli altri mi guardano scuotendo la testa.

“Scusate, ero sovrappensiero.”

“Hai idea di quante volte stiamo provando questa canzone?” mi chiede Yamapi sbuffando “Te lo dico io, visto che tu sei nel mondo dei sogni! Nove volte!! E per colpa tua ci sarà anche la decima!”

“Ho chiesto scusa…”

“Datti una svegliata!! Non ho intenzione di cantare questa roba fino a stasera! Ti avevo detto di concentrarti!!”

“Hey, stai calmo!! Non c’è bisogno di agitarsi così!”

Probabilmente, in questo momento ho gli occhi che sprigionano fiamme. Ma chi si crede di essere? Il mio insegnante di canto? Oppure mia madre?

E la cosa che mi fa più incazzare è che adesso sta pure trattenendo una risata! Ma mi vuole prendere per il culo?

“Ragazzi, dai… riproviamo…” si intromette Massu, il solito salvatore.

“Ok, speriamo che questa sia la volta buona! Shige, tu concentrati!”

Ancora?! Ma è proprio di coccio!!

 

Fortunatamente, la decima prova è stata quella definitiva.

Giuro che non ne potevo più! Stavo per esplodere!

Quasi nel momento stesso in cui finiamo di cantare, si apre la porta e ritorna Keiichiro.

Alla buon’ora!

“Visto? E’ ancora sano e salvo!” mi dice Ryo dandomi una leggera gomitata.

Approfitto del fatto che quella piattola di Tegoshi sia andata a parlare con Massu per correre dal mio Kei-chan.

“Stanco?” gli chiedo con un sorriso.

“Naaa! E’ stato divertente! Lavorare con Tessi è molto piacevole!”

Amore mio, stai bene attento a quello che dici… il mio umore non è già dei migliori…

“Sicuro che non ti abbia infastidito?” gli domando a bassa voce e con fare circospetto.

“Chi? Tessi?! E perché mai dovrebbe infastidirmi?”

“Non so...” gli prendo il braccio e lo accarezzo piano “E’ da un po’ che Tegoshi ti sta sempre vicino… l’hai notato, no?”

“Si, ci ho fatto caso.”

“E che ne pensi?”

Lui mi sorride.

“Mica sei geloso, ne~?”

E te ne sei accorto solo adesso, razza di imbecille?

“No, io non sono geloso.”

Kei-chan scoppia a ridere e poi mi prende per mano, intrecciando le sue dita con le mie.

E io mi dimentico subito della brutta giornata che ho trascorso finora. E’ il mio tranquillante, il mio Kei-chan…

Ora però ci vuole un bel bacio!

“Oh, a proposito!” mi dice lui proprio quando stavo per avvicinarmi alla sua bocca.

Spero che tu abbia un buon motivo per avermi fermato, baka…

“So che solitamente pranziamo assieme dopo le prove, ma oggi non posso!”

“Nooo!” mi lagno “Uffa, non mangiamo assieme da un sacco! Hai da fare?”

“Si, devo pranzare con Tessi, per l’appunto!”

“Eh?!?”

Spero vivamente di aver sentito male. Spero DAVVERO di avere gravi problemi di udito.

“Vedi… oggi Tessi mi è sembrato un po’ giù di morale. Poi mi ha detto che gli piacerebbe confidarsi con me di una cosa. Siamo amici, non posso mica dirgli di no!”

Giù di morale? Ma se sta ridendo e agitando il culo come sempre!

La cosa non mi piace, ma di fronte a quegli occhietti quasi imploranti non riesco a dire di no.

“E va bene… ma solo per questa volta!”

“EVVIVA!! Grazie!” urla dandomi un bacio sulla guancia.

Perché diavolo sei così contento?!

Ho già detto che la cosa non mi piace, vero? Beh, lo dico di nuovo… non mi piace per niente!

E mi piace ancora di meno appena sento la vocina fastidiosissima di Tegoshi farsi spazio tra le mie povere orecchie…

“Allora, Kei-chan! Andiamo?”

ARGH!!!

Come osi?! Leva quel “chan”!

“Dai che ho una fame che non ci vedo più!” frigna strattonandolo per un braccio.

Keiichiro ride e poi si volta di nuovo verso di me, lasciando la mia mano.

“Io vado, ne~! Ci vediamo domani!”

“Si… a domani.”

Il mio tono non è molto allegro, immagino se ne sia accorto.

Tegoshi mi fa un cenno per salutarmi, mentre porta via il mio moroso.

“Ciao.” mi dice a denti stretti.

“Ciao.”

Cos’era quella faccia improvvisamente seria?

Mi è venuta la pelle d’oca. 

No, non riesco a stare tranquillo. Tegoshi ha sicuramente qualcosa in mente.

“Buona giornata, Shige-kun!” mi sorride Massu.

“Oh, anche a te!”

Ma dopo due secondi lo blocco.

“Senti…”

“Cosa c’è, Shige-kun?” mi chiede con gentilezza.

“Tu non hai notato niente di strano, vero?”

Mi guarda perplesso.

“Tegoshi ha chiesto a Kei-chan di pranzare con lui… di solito mangia con te, giusto? Come mai oggi non andate insieme?”

“Beh… ecco..” comincia a farfugliare qualcosa abbassando la testa e guardandosi le scarpe (magari si è finalmente accorto che sono orribili).

“E’ successo qualcosa tra voi due? Avete litigato?”

“Oh, no! Niente di tutto questo!” mi rassicura lui.

“Bene. Però non sei neanche un po’ geloso? Insomma, ti conosco!”

“N-no… io…ecco...”

Che gli prende?

“Insomma… non saprei…”

Stavolta si guarda attorno nervosamente.

“Va tutto bene, Massu?” chiedo un tantino preoccupato.

“Si, si… ecco… io… DEVO ANDARE!!!” esclama d’un tratto, facendomi sobbalzare.

Lo osservo mentre scappa via da me a gambe levate. Se fossimo in un manga, ci sarebbe sicuramente una nuvoletta di fumo dietro di lui.

Ma oggi che CAZZO succede?!?

 

Quella stupida signora mi sta guardando da un quarto d’ora! Che palle di donna!

Ma effettivamente non ha tutti i torti…

Non è normale farsi trovare dietro un cespuglio vestito da militare e con un binocolo in mano!

Mi sento un po’ a disagio, ma lo faccio per il mio Kei-chan! E per amore si fa questo e altro!

Spero solo che nessuno chiami la polizia!

Intanto posso spiare le mosse di Tegoshi al ristorante insieme al mio amore. Grazie a Dio hanno scelto il tavolo accanto alla finestra, così posso vedere tutto!

Stanno leggendo il menu, finora tutto normale… nessun bacio, nessun allungamento di mani…

Che sta facendo?!? Sposta la sedia per mettersi più vicino a lui?!

Calma, mantieni la calma… non è successo niente…

I due iniziano a mangiare e durante il pranzo non fanno altro che scherzare e scambiarsi sorrisi affettuosi. Tegoshi parla sempre come una macchinetta e fa ridere Keiichiro, come se gli stesse raccontando delle barzellette. E pensare che era giù di morale, lo stronzo bastardo!

Possibile che il mio fidanzato si faccia prendere per i fondelli così facilmente?

Tiro un enorme sospiro di sollievo quando stanno per pagare il conto.

Adesso Tegoshi si leverà dai coglioni! Lo spero davvero, anche perché con l’elmo che ho in testa sto morendo di caldo!

 

Ah, scusate!

Ho detto forse che Tegoshi si sarebbe levato dai coglioni?

Mi sbagliavo!

Hanno avuto la brillante idea di andare a fare una passeggiata al parco, di prendere un gelato e persino di andare al cinema!

Tegoshi ha proprio dei gusti di merda, dato che è stato lui a scegliere il film!

Ovviamente, io ero sempre alle loro calcagna… prima però mi sono tolto quella roba di dosso, perché la gente attorno a me si stava preoccupando!

La cosa che mi ha fatto più imbestialire è che nel bel mezzo del film la testaccia di Tegoshi si è poggiata sulla spalla di Keiichiro!

Ci sta provando, è palese! Ci sta provando di brutto! Ancora una mossa falsa e lo distruggo!

E ce l’ho anche con Keiichiro, dannazione! Perché non sta facendo nulla per respingerlo, per allontanarlo da sé…

Non mi sono mai sentito così geloso in vita mia. Ho la rabbia che mi divora.

Ormai è quasi ora di cena, questi maledetti hanno trascorso l’intero pomeriggio insieme… anzi, ora che ci penso pure la mattina! Spero che almeno adesso si stacchino!

Stanno per salutarsi… Dio mio, grazie. Sono esausto.

Questo nascondiglio è così vicino a loro che riesco a sentire perfettamente quello che dicono.

“Allora ci vediamo a casa mia…”

La frase di Tegoshi mi gela sul posto.

Si avvicina e lo bacia lentamente su una guancia. Poi gli sorride ammiccante.

“A mezzanotte in punto.” dice Keiichiro, con uno di quegli sguardi che rivolge sempre solo a me… ma che ora sta rivolgendo a lui.

E finalmente si separano.

Paura.

Ho paura, cazzo.

 

Questa giornata mi ha fatto schifo fin dall’inizio.

Un Yamapi più antipatico del solito, un Ryo fin troppo sarcastico per i miei gusti, un Massu che sembra nascondermi qualcosa…

Un Tegoshi che forse mi sta rubando il ragazzo…

E un Keiichiro che forse sta per tradirmi.

Non so neanche a che velocità sto andando, non ho tempo per controllare.

Devo sbrigarmi. Devo essere lì.

Arrivo e trovo l’auto di Keiichiro già parcheggiata.

Non può essere…

Mi fermo in divieto di sosta, scendo e corro verso casa di Tegoshi.

Forse Massu sapeva già tutto, ecco perché era così strano oggi… ha tradito pure lui la mia fiducia.

Forse tutti sapevano già tutto.

Yamapi li ha fatti stare da soli mentre noi dovevamo provare.

E’ assurdo… non può essere…

Quando arrivo non so cosa fare. Non so se bussare o semplicemente urlare.

Sono proprio uno stupido…

Avrei dovuto chiamare Keiichiro immediatamente, per chiedergli spiegazioni. Ma non l’ho fatto.

Perché voglio sapere. Voglio vedere… se è veramente così.

Con mio grande stupore, mi accorgo che la porta è già aperta.

La mia mente comincia a viaggiare e io non riesco a fare nulla per fermarla.

Si sono baciati… e Tegoshi l’ha trascinato dentro… dimenticandosi di chiudere la porta di casa... perché forse la passione era troppa

Ho gli occhi che mi bruciano.

Entro cercando di non fare rumore, ma temo di mettermi a singhiozzare da un momento all’altro.

Le luci sono tutte spente. Tutto combacia.

Keiichiro…

Perché c’è così silenzio? Forse sono al piano di sopra?

Keiichiro, non farmi questo…

Ti prego…

BONK!

“Ugh…”

PORCA PUTTANA!!!

Che ci fa questo mobile in mezzo alla stanza?!?!?

Trattengo un gemito di dolore a stento, mentre cerco con la mano un maledettissimo interruttore della luce in questa cazzo di casa.

Poi sento un rumore provenire dalla camera accanto… o forse una voce. Qualcosa di indefinito.

Il mio cuore batte fortissimo.

Ho una paura tremenda di trovare Keiichiro a letto con Tegoshi.

Ho una voglia irrefrenabile di piangere.

Una furia improvvisa si impossessa di me… mi dirigo verso quella porta, la spalanco con forza e con la mano che mi trema accendo subito la luce.

E finalmente scopro la verità…

 

“AUGUUUURIIIIIIII!!!!!!!!!!”

“Eh?”

Davanti a me ci sono cinque deficienti che sbucano improvvisamente da sotto il tavolo, con dei ridicoli cappelli colorati. Palloncini dappertutto e uno striscione enorme, con scritto “BUON COMPLEANNO, SHIGE-CHAN!” e infine una torta stratosferica con delle candeline ancora da accendere.

Giuro che non sto capendo più niente.

“Ma che diamine…”

“E’ il tuo compleanno, idiota!” grida Yamapi saltellando.

“Cosa…”

Tegoshi mi indica ridendo il suo calendario sulla parete.

11 Luglio. Compleanno di Shige-chan. Festa a sorpresa.

Già, è scoccata la mezzanotte. E’ proprio il mio compleanno.

“Io… me ne ero completamente dimenticato.”

“Lo sappiamo! Te lo dimentichi tutti gli anni, amore mio!” mi dice Keiichiro “Per questo sapevamo anche che non avremmo fallito con il nostro piano!”

Sarò scemo, ma continuo ad essere confuso.

“Ora ti spieghiamo tutto!” mi tranquillizza Ryo “Per organizzare la festa abbiamo dovuto tenderti una trappola… perché sapevamo che con una classica scusa non saresti mai venuto, oppure avresti addirittura scoperto tutto quanto. Allora io Yamapi abbiamo pensato di usare Keiichiro e Yuya come esca…"

“Esattamente!” continua Tegoshi “A dire il vero, all’inizio non eravamo molto d’accordo. Sapevamo che ci saresti rimasto male… però è stato davvero un piano perfetto! Tu sei stato così ovvio da pedinarci, proprio come da copione!”

“Quindi tra te e Kei-chan non c’è niente!” urlo shockato.

“Certo che non c’è niente!” ride Keiichiro “Era tutta una finta!”

Ma che ca…

Sto per ucciderlo… sto per ucciderlo, giuro. Brutto deficiente…

“Stamattina loro due sono rimasti da soli per architettare il piano!” continua poi a spiegare Yamapi “Non sapevano ancora come fare durante il pomeriggio, quindi li abbiamo lasciati da soli apposta! Dopo Massu ci ha detto che tu gli avevi fatto delle domande, ma lui non poteva dirti la verità! E siccome non gli veniva in mente nessuna cazzata da rifilarti, si è dileguato!”

“Scusami, Shige-kun!” piagnucola Massu “Ti prego, non avercela con me! Non sapevo proprio cosa dire! Mi avevi messo in difficoltà!”

Io mi metto le mani in testa incredulo.

Sinceramente non so se essere arrabbiato o felice.

“Amore mio! Finalmente hai avuto la tua festa a sorpresa! Non era sempre stato uno dei tuoi desideri? Buon compleanno! Lo so, abbiamo esagerat… amore…”

Non riesco a trattenere le lacrime.

Piango e mi metto a ridere come un cretino.

“Vi ucciderò…” dico commosso “Vi ucciderò tutti, sappiatelo… ma non oggi...”

Keiichiro viene da me e mi abbraccia forte.

“Ottimo!” ride Ryo “Ci ucciderai domani! Abbiamo 24 ore di vita!”

“Allora godiamocele!” dice Tegoshi prendendo da bere “Però ricordatevi che la casa è mia! Distruggete qualcosa e poi me la ripagate!”

“Ma se tra 24 ore muori che te ne frega della casa?” urla Yamapi saltando divertito sul divano.

“SCENDI SUBITO!!!”

E tutti ridiamo.

“Baka…” mi dice Keiichiro abbracciandomi stretto da dietro “Avevi pensato veramente che Tessi e io stessimo per…”

Mi volto verso di lui e lo bacio. Finalmente. Dopo un’intera giornata che volevo farlo.

 

E’ ora che quel bastardo del mio ragazzo si faccia perdonare…

Spariamo dalla circolazione senza che gli altri se ne accorgano. Saliamo al piano di sopra e cerchiamo disperatamente una camera da letto. Siamo così fortunati da trovare quella matrimoniale!

Lo prendo per un braccio e lo trascino dentro.

Il volume di “Daite Senorita” è così alto che di sicuro gli altri non ci sentiranno (mi domando chi abbia il coraggio di ballare quella roba in salotto a parte Yamapi).

Keiichiro mi getta a letto e si stende subito sopra di me, baciandomi con passione e iniziando a toccarmi ovunque. Io ricambio il bacio con la stessa foga, aprendogli nel frattempo la camicia.

“Sei uno scemo credulone, ne~” mi prende in giro a bassa voce, staccandosi dalla mia bocca per andare a mordicchiarmi il collo.

Come risposta gli graffio la schiena ormai nuda, facendolo sussultare per la sorpresa.

Mi alza la maglietta e la getta lontano. Poi cosparge il mio petto di baci, mentre con le mani si impegna a togliermi la cintura.

“Amore… un modo più semplice di vestirsi no, eh?”

Io scoppio a ridere e lo aiuto a spogliarmi. Che baka, non sa fare neanche questo!

In poco tempo siamo entrambi nudi e completamente eccitati. Una sua mano è occupata ad accarezzare il mio membro, mentre le dita dell’altra mi stanno preparando alla penetrazione.

Sento il piacere che cresce e afferro le sue spalle, aggrappandomi ad esse.

Gemo più forte vicino al suo orecchio per fargli capire che è il momento, che non ce la faccio più.

Sembra capirmi al volo, perché fa uscire le dita dal mio corpo e mi alza un po’ le gambe, quel tanto che gli permette di posizionarsi bene sopra di me.

Abbassa la testa e il suo naso sfiora teneramente il mio.

“Non ti tradirò mai.” mi confessa, guardandomi con intensità.

“Ti ucciderò lo stesso” dico sorridendo “Perché oggi mi hai fatto penare…”

Lui si stringe di più a me.

“Scusami… ti amo” sussurra sulle mie labbra.

“Anch’io… da impazzire…”

Lo bacio di nuovo, perché non posso farne a meno.

Poi lo sento finalmente dentro di me.

Il dolore dura pochissimo.

Ansimo felice contro la sua spalla, mentre si muove dolcemente dandomi piacere.

Quel movimento che prima era lento e cadenzato diventa poi sempre più frenetico… finchè alla fine non veniamo quasi allo stesso momento, chiudendo gli occhi in estasi.

Lui si distende accanto a me, con il respiro ancora accelerato.

Se Tegoshi scoprisse cosa abbiamo appena fatto sul letto dei suoi genitori…

 “Che c’è?” chiede Keiichiro notando il mio sguardo divertito.

“Niente… stavo pensando che dovremmo lavare le lenzuola…”

Lui ridacchia insieme a me, poi si avvicina di più e mi bacia la fronte.

“Buon compleanno, amore.”

“Grazie, Kei-chan…”

Alla fine è andata bene. Nessuno mi ha tradito.

Amo Kei-chan… e voglio bene ai miei amici.

Mi infilo la maglietta e vado a guardare un attimo dalla finestra, avendo sentito delle voci familiari.

Quei pazzi stanno cucinando al barbecue, cercando possibilmente di non bruciare il giardino.

Rido osservando Tegoshi che sbraita contro Massu, perché ha calpestato i fiori dell’aiuola.

Dopotutto voglio bene anche a te, Tegoshi…

Forse…

 

 

Fine

 

 

Buon compleanno, amanta! \*O*/


Fanfiction di Ky0k0
Alle ore:06:50
Categorie: koyato
commenti (8)

sabato, 01 settembre 2007

Ho cambiato il temply! Non che l'immagine di prima non mi piacesse, sia chiaro =çççç=... ma a parte quella, il resto mi aveva già stufata!
In attesa delle mie nuove fanfictions (non sono ancora pronte, abbiate pazienza u_u), è arrivato il momento di pubblicare Kizuna! *O* E' stata la mia primissima Akame!! +emozionata+ Il rating è NC-17 e alla fine della fic troverete anche la traduzione di alcune parole giapponesi che ho utilizzato, per facilitarvi nella lettura.
Enjoy u_u

[ Kizuna ]

 

“Aaaah… casa dolce casa!”

Nell’istante in cui aprì la porta, Kazuya tirò un sospiro di sollievo, dopo aver trascorso una giornata di lavoro infernale. Quella volta, però, i ragazzi avevano stranamente la sera libera, quindi ne approfittò per poter riposare e pensare un po’ a se stesso. I ritmi della band erano diventati sempre più frenetici, in particolar modo da quando Jin li aveva momentaneamente lasciati per intraprendere i suoi studi all’estero. Essendo rimasti solo in cinque ed essendosene andato uno dei componenti principali del gruppo, i KAT-TUN erano stati costretti a lavorare quasi il doppio del solito, sottoponendosi ad uno stress continuo. Proprio per questo motivo, Kazuya non vedeva l’ora di poter avere finalmente qualche momento da trascorrere da solo e in pace, lontano dalle telecamere e dagli studi di registrazione, comportandosi come un semplice ragazzo della sua età e non necessariamente come una star del Giappone.

Si recò in bagno per farsi una lunga e rilassante doccia, dopo aver posato la roba sul letto. Sentì il telefono di casa squillare, mentre era sotto il getto d’acqua tiepida, ma decise di lasciar perdere e di continuare a lavarsi beatamente. Dopo circa trenta minuti di totale relax, Kazuya uscì dal bagno fresco come una rosa, già asciutto e vestito, con un paio di pantaloni comodi che solitamente indossava proprio per stare a casa. Sentendo nuovamente il telefono squillare, sbuffò e andò a vedere il numero un po’ seccato… era Tatsuya.

“Cosa vuole? Ci siamo visti un’ora fa!” pensò poco prima di rispondere, immaginando già la sua tranquilla serata distrutta per chissà quale futile ragione.

“Moshi moshi?”

“Kazuya...”

“Hey! Dimmi, Tat-chan!”

“E’ tornato!”

……

Pensò di aver sentito male... il suo cuore perse un battito, forse anche più di uno.

“E’… è tornato chi, scusa?”

“Come chi?! Sveglia! E’ tornato Jin!!”

“Ah… q-quando?”

“Adesso! Ha appena avvisato Koki!”

Ora il suo cuore stava battendo anche troppo… poggiò istintivamente una mano sul petto, mentre Tatsuya continuava a parlargli, ma lui riusciva a malapena ad ascoltarlo…

Sei mesi… erano passati esattamente sei mesi?

A lui era sembrato molto di più. Aveva persino deciso di non contare più i giorni, perché non voleva più pensare al tempo che non trascorreva mai.

Eppure Jin era finalmente tornato… e lui invece non era affatto pronto.

Cosa dire… come comportarsi… e soprattutto, come si sarebbe comportato lui, Jin.

Si chiese se fosse cambiato o se invece fosse rimasto il solito scemo di sempre. E se si fosse dimenticato di lui? Di tutto quello che c’era stato…

Non l’aveva più sentito, tranne quel paio di volte in cui era stato Jin stesso a chiamarlo, ma erano state delle telefonate brevi… solo il tempo di chiedersi come stavano, raccontarsi qualche novità e basta. Per il resto, il loro rapporto sembrava essere rimasto quello freddo degli ultimi tempi.

“Insomma, Kazuya! Mi stai ascoltando?”

“…Eh? S-si, ti ascolto.”

“Che ho detto?”

“Ehm… hai detto… hai detto che…”

“Che ti stiamo aspettando! Tra poco arriva anche Jin, quindi sbrigati! Domani c’è la conferenza stampa e dobbiamo ancora organizzarci!”

“Ok, mi preparo e arrivo...”

“Muoviti!”

Click!

Ancora non riusciva a crederci.

Poteva immaginare il sorriso compiaciuto di Tatsuya da dietro la cornetta... gli altri membri avevano sempre saputo tutto. Sapevano quanto Kazuya fosse emozionato in quel momento, molto più di tutti loro. Avevano sempre mantenuto il segreto, per evitare conseguenze a discapito della band, come l’ira di Kitagawa, lo stupore dei mass media e gli isterismi delle fangirls.

Con il cuore che andava ancora a mille, Kazuya si guardò attorno spaesato pensando a cosa fare prima. Cercò un paio di jeans mettendo sottosopra la stanza, ma non trovandoli dopo pochi secondi acchiappò i pantaloni bianchi che gli capitarono davanti e si cambiò più in fretta che potè, rischiando di cadere a terra nel metterseli. Velocemente finì di vestirsi e corse in bagno, maledicendo i capelli e le orecchie a sventola. Ne uscì dopo un quarto d’ora bello e buono, ancora più confuso di prima… prese le chiavi e il cellulare, fece un bel respiro profondo cercando di cacciare via la tensione e finalmente uscì, ignorando i ripetuti squilli di Ueda che lo incitavano a darsi gentilmente una  mossa.



Jin si sporse un po’ dal finestrino della vettura per osservare meglio la città, notando che nulla sembrava essere cambiato, dal giorno in cui era partito. Forse si sarebbe trovato ancora una volta di fronte agli stessi problemi di sempre, ovvero quelli con la band, con Kitagawa… e con Kazuya. Temeva che la sua scelta si stesse rivelando solo una perdita di tempo. Per quanto avesse desiderato ardentemente per anni poter studiare lontano, forse evadere per un po’ dalla routine non avrebbe migliorato le cose più di tanto, per non dire che le avrebbe addirittura peggiorate…

Chiuse gli occhi, mentre un leggero vento cominciò a muovergli i capelli.

“Cosa?! In America?!”

"Si, Koki! Hai sentito bene!"

“Ma sei pazzo?! Proprio adesso?”
"
Preferisco ora, prima che sia troppo tardi."

“Ma abbiamo debuttato quest’anno!! Non pensi alla band? Perché diavolo non sei partito prima di tutto questo?!”
"Si vede che l'ispirazione mi è venuta solo adesso..."

“Jin, per favore! Evita di fare lo spiritoso!"
"Lasciagli fare quello che vuole."
"Kazuya, che stai dicendo?!"
"Se vuole studiare all'estero, non possiamo mica impedirglielo..."

Riuscì ancora a ricordare quella scena perfettamente.

“Se vuoi davvero andare… allora noi ti lasceremo andare, Jin…”

Quella dannata frase…

Kazuya aveva un’espressione afflitta, sembrava quasi sul punto di piangere, ma non fece nulla per impedire la sua partenza. Forse Jin avrebbe voluto che lo pregasse, che lo implorasse di restare insieme a loro ancora per un po’, invece di lasciargli prendere una decisione così affrettata.

Ma in fondo, chi era lui per Kazuya? Nessuno.

Non era più il suo ragazzo, ma non riuscivano neanche a scherzare o a parlare decentemente come una volta, quindi non poteva considerarsi più nemmeno suo amico. Ormai, si poteva definire solo un suo collega di lavoro…

Qualche mese prima che lui decidesse di partire, le cose sembrarono andare un po’ meglio, ma presto scoprì tristemente che si trattava solo di recitare un copione davanti alle telecamere. Forse perché imposto da un superiore, oppure per far semplicemente bella figura davanti alla gente, ma nel momento esatto in cui i riflettori si spegnevano, si ritornava subito alla cruda realtà, in cui Kazuya ignorava Jin… e di conseguenza, Jin ignorava Kazuya.

Era una situazione così frustrante…

Ma era ancora più frustrante il fatto che, nonostante la lontananza e le varie distrazioni, in America non smise mai di pensare a lui, a quello che erano stati e a quello che erano diventati col passare del tempo. Specialmente di notte, mille pensieri affollavano la sua mente, impedendogli di dormire… la nostalgia, la voglia di risvegliarsi al mattino con un respiro regolare che gli solleticasse il collo, la paura di non poter più avere quel corpo stretto tra le sue braccia…

“Akanishi-san, siamo quasi arrivati!”

Tra un ricordo e l’altro, non si accorse nemmeno che l’auto aveva già svoltato l’angolo che l’avrebbe condotto da lì a poco dai suoi compagni.

 

“Era ora!” disse Yuichi, vedendo Kazuya avvicinarsi.

“C’era traffico…”

“Si, certo…” sorrise dandogli una leggera pacca sulla schiena.

Kazuya ricambiò il sorriso, guardandosi poi attorno per vedere se ci fosse Jin.

“Non è ancora arrivato” gli lesse nel pensiero Koki.

“Ah… ok.”

Continuò a guardarsi intorno, notando la confusione che regnava sovrana in quella stanza: gente dello staff che entrava e che usciva, chi parlava della conferenza che vi sarebbe stata domani, chi del singolo che avrebbero dovuto registrare nuovamente, visto il ritorno di Akanishi. Tutti indaffarati nel lavoro… e nonostante lui fosse sempre stato il più serio e professionale, in quel momento del lavoro non gliene fregava proprio nulla. Al diavolo il singolo, quello avrebbe aspettato. Al diavolo anche il discorso da fare alla conferenza. Avrebbe rischiato di sedersi senza neanche sapere cosa dire ai giornalisti, ma non se ne interessò per niente.

Voleva vedere Jin…

Voleva rivederlo tutti i giorni come accadeva fino a sei mesi prima che lui partisse.

Gli mancava tantissimo, anche se non stavano più assieme e il loro rapporto non era più nemmeno molto amichevole come un tempo. Era stato proprio Kazuya a lasciarlo, per una serie di liti che sembravano non avere fine… un po’ per la sua dannata gelosia, un po’ per Yamashita che non era mai riuscito a sopportare… e un po’ per Jin, perché invece di affrontare i problemi preferiva sempre scappare. Anche andare in America era stata una fuga dalla realtà… proprio nel momento in cui occorreva superare tutti insieme le difficoltà della band, lui aveva pensato di svignarsela.

Il sogno di imparare l’inglese per cercare di nascondere le sue debolezze… ma Kazuya riusciva sempre a scovarle, perché ormai lo conosceva troppo bene. Avevano trascorso i primi anni nel Johnny’s Jimusho sempre insieme, diventando amici stretti. Per lui Jin era un libro aperto, gli raccontava qualsiasi cosa, dalla più scema alla più importante. Passavano intere giornate appiccicati, senza mai stancarsi l’uno dell’altro. Poi arrivò quel momento che segnò l’inizio della loro storia… quel timido bacio, seguito poi da altri che si facevano via via sempre più profondi…

.....quella notte..... 

Kazuya girò la faccia dall’altra parte, temendo che fosse arrossito d’improvviso e che gli altri se ne fossero accorti. Fortunatamente, tutti erano abbastanza impegnati a parlare tra di loro piuttosto che far caso a lui. Cercò di scacciare quei ricordi dalla sua mente, senza rendersi conto nel frattempo che la porta dietro di lui si stesse aprendo…

“Akanishi!!” gridò un po’ di gente in coro.

“Porca vacca!!!” pensò Kazuya girandosi di scatto.

Davanti ai suoi occhi l’immagine di un ragazzo bello da mozzare il fiato, dai capelli piuttosto lunghi, che alzandosi gli occhiali da sole sorrise, salutando tutti con un allegro “Hallo!”.

“Jin-ku~n!” Junno gli fu addosso con un balzo, mostrando la sua solita esuberanza.

“Hey! What’s up, guys?”

“Piantala, deficiente!” rispose Koki, andandogli incontro ridendo.

Kazuya era rimasto imbambolato a fissarlo, senza neanche osare avvicinarsi.

Jin, dal canto suo, lo guardò di sottecchi mentre continuava a salutare gli altri. Notò i capelli più chiari e quei pantaloni bianchi che gli piacevano da morire addosso a lui.

Appena finì di scambiare due parole con tutti e di liberarsi dalla stretta di Junno sul braccio, si avvicinò a Kazuya, facendo finta di sentirsi molto sicuro di sé, anche se effettivamente non era così.

Il cuore dell’altro ragazzo cominciò a battere all’impazzata.

“Ohisashiburi, Kamenashi-kun…”

Si sentì molto infastidito dal fatto che non lo chiamasse più Kazuya o Kame-chan, come invece faceva sempre in passato, ma cercò di non darlo a vedere.

“Sei ingrassato” disse sorridendo appena.

“Ho mangiato parecchi hamburgers!” sorrise a sua volta Jin “Tu invece mi sembri ancora più magro... o sbaglio?”

“Non ci ho fatto caso…”

Ci aveva fatto caso eccome, invece. Aveva ripreso a mangiare di più solo nelle ultime settimane, perché prima era troppo demoralizzato per riuscirci. Koki l’aveva persino minacciato di prenderlo a botte, se non si fosse deciso a rimettersi in sesto una volta per tutte. Aveva fatto preoccupare i suoi amici per colpa di quello stupido… o forse solamente per colpa sua, perché non aveva mai smesso per un secondo di rivolerlo accanto a sé.

“Hai sentito la mia mancanza?”

“…Eh?!”

Si trovò in seria difficoltà a causa della domanda posta da Jin, ma notando poi lo stupido sorrisino stampato sulla sua faccia decise di non rispondere nemmeno, abbassando lo sguardo. Riconosceva quel sorriso… Jin lo mostrava spesso davanti alle persone che voleva prendere in giro, ma non bonariamente come si fa ad un amico.

“Ok, come vuoi. Non dire nulla… tanto siamo riusciti a scambiare almeno due chiacchiere più del solito. Forse stare così lontani per mesi ci è servito. Stiamo facendo progressi, non credi?”

Kazuya rialzò il viso, contrariato.

“…No.”

A giudicare dalla sua espressione, l’aria stava cominciando a farsi un po’ pesante.

Jin s’innervosì parecchio per la reazione del ragazzo davanti a sé, cominciando a fare rumore agitando le chiavi dentro la tasca. Tatsuya se ne accorse e lo prese per un braccio, invitandolo a sedersi e soprattutto a lasciar perdere, mentre Yuichi fece la stessa cosa con Kazuya.

Nel giro di pochi secondi, tutti furono seduti sul divano e le acque sembrarono essersi placate, almeno per il momento. Intanto tutte le altre persone cambiarono stanza, lasciandoli soli.

“Allora, Jin!” iniziò a parlare Yuichi “Raccontaci un po’ quello che hai fatto in America!”

“Beh, a dire il vero non ho fatto poi nulla di così particolare…”

“Hey, a chi vuoi darla a bere? Chissà quanti casini avrai combinato!”

“Si, racconta!!” disse Junno con entusiasmo “Hai trovato qualche bella ragazza?”

Immediatamente, tutti si voltarono verso di lui, guardandolo come se avesse tirato una bestemmia.

“Oh… è vero, scusate… riformulo la domanda: hai trovato qualche bel ragazzo?” chiese tornando a sorridere innocentemente.

Kazuya provò un impulso quasi irrefrenabile di tapparsi le orecchie, oltre che di picchiare l’amico, Jin si mise semplicemente a ridere in faccia a Junno e gli altri scossero la testa pensando tutti la stessa identica cosa: “che imbecille…”

Jin notò che Kazuya non sembrava dare segni di cedimento nemmeno stavolta, perché sorrideva come se nulla fosse, non sapendo che invece si stesse solo trattenendo… quindi ci pensò un attimo su e decise di giocare un po’ con il fuoco…

“In America… ho conosciuto una persona speciale.”

In quella stanza vi fu un agghiacciante silenzio che durò diversi secondi.

Yuichi si girò verso Kazuya, trovandolo come purtroppo si aspettava… ovvero decisamente preoccupato dall’affermazione di Jin.

“Una persona speciale?” chiese dopo un po’ Koki.

Il ragazzo annuì, chiedendosi intanto se fosse stata davvero una buona idea quella di inventarsi una cavolata del genere solo per fare ingelosire l’altro. Ma ormai il guaio era stato combinato… pensò allora di continuare ancora con la sua farsa.

“Si… una persona davvero speciale. Siamo pure rimasti in contatto, mi ha promesso che il mese prossimo verrà a trovarmi…”

Tutti si guardarono sbigottiti, ascoltando le parole di Jin. Come gli veniva in mente di parlare di queste cose davanti al suo ex ragazzo, che tra l’altro era ancora così palesemente innamorato di lui?

“Non ci dici se è un uomo o una donna?” domandò d’un tratto Kazuya, scuro in volto.

“Ha importanza per te, Kamenashi?”

Quella domanda, quel tono di voce e quel sorriso beffardo non facevano altro che alimentare sempre di più la sua rabbia, mentre lui cercava disperatamente di non farla esternare.

“Semplice curiosità” rispose stringendo forte i pugni.

“Non vedo perché tu debba essere così curioso, non sono cose che ti riguardano.”

Gli altri notarono preoccupati che la situazione stava ormai degenerando… entrambi i ragazzi si guardavano con aria di sfida.

“In fondo sono libero, giusto? Posso stare con chi voglio senza dar conto o chiedere spiegazioni a nessuno. Specialmente a te.”

Kazuya non avrebbe mai creduto che certe parole potessero far così male.

“Figurati se io ti chiedo spiegazioni! Non me ne frega più niente di quello che fai! Puoi scoparti chi vuoi, la cosa non mi riguarda!” gridò senza nemmeno rendersene conto.

“Davvero? Non sembrerebbe…”

Sorrise ironicamente, mentre l’altro stava davvero per perdere la pazienza.

Non poteva trattarlo così… dopo tutto quello che avevano passato insieme, non poteva prendersi gioco di lui in questo modo orribile. Aveva tanta voglia di piangere, di urlare…

“Akanishi… io ti odio.”

Quel sorrisino sarcastico sparì improvvisamente dal volto di Jin.

Non si sarebbe mai aspettato una frase del genere detta da lui. Era stato Kazuya a lasciarlo, ed era Jin che avrebbe dovuto odiarlo proprio per questa ragione. Anche se non c’era mai riuscito…

“Ti odio!!!” ripetè l’altro, stavolta a voce ancora più alta e con più enfasi. Era troppo arrabbiato, non sarebbe rimasto lì un minuto di più. Si alzò di scatto e si diresse a passo svelto verso l’uscita.

“Kazuya, dove vai?!” chiese Yuichi allarmato, alzandosi per andargli incontro.

“A casa! Lasciatemi in pace per oggi! Ci vediamo domani!”

“Dai, resta qui…”

“Vi ho detto di lasciarmi stare!!” urlò “Non insistete! Buoni festeggiamenti!”

Detto questo, Kazuya uscì dalla stanza sbattendo la porta violentemente.

Jin capì in quel momento di aver fatto una delle sue solite idiozie… il suo scopo era quello di farlo ingelosire per metterlo alla prova, ma non di farlo infuriare in quella maniera. Era appena tornato e già aveva provocato un casino, litigando ancora una volta proprio con la persona con cui invece voleva riavvicinarsi. Si sentì improvvisamente uno stupido… sospirò coprendosi la testa con le mani, osservato dai suoi compagni che non sapevano cosa fare per risolvere la situazione.

“Certo che tu potresti dire le cose con un po’ più di tatto, non credi?!”

Jin fissò Koki per qualche istante con gli occhi pieni di rabbia, poi si alzò e dopo aver preso la borsa uscì pure lui, senza nemmeno salutare gli altri.

“Ecco, grandioso! Meno male che d’ora in poi le cose sarebbero andate meglio!”

“Koki, per favore… non ti ci mettere anche tu!” disse Yuichi esasperato.

“Se il signorino ragionasse prima di parlare, adesso saremmo tutti felici e contenti a festeggiare!” sbraitò l’altro, indicando Junno.

“Ma perché?! Cosa ho detto di male? Che è successo?”

“Koki, andiamo! Avrebbero litigato comunque e lo sai bene!” si intromise pure Tatsuya.

“Ma che è successo?”

“Lo so, però noi non possiamo girare sempre il coltello nella piaga, maledizione!!”

“Che è successo?”

“Junno, piantala o ti rompo il naso!!”

“Che è successo?”

 

Chiusa la porta di casa sua, Kazuya si accasciò a terra, come se gli mancassero totalmente le forze.

Non poteva credere a quello che aveva sentito…

Jin aveva messo ormai da parte la loro storia, perché aveva trovato qualcun altro in America.

Si era dimenticato di lui… il suo era un ricordo lontano e sbiadito.

Quando Kazuya piangeva di notte abbracciando il cuscino, Jin forse era a letto con quella persona… e forse era pure felice, mentre Kazuya soffriva… soffriva sperando che, prima o poi, Jin sarebbe tornato a fare l’amore con lui…

Sbattè con violenza i pugni sul pavimento, lasciando intanto che le lacrime scendessero.

Finalmente era a casa… poteva piangere e sfogarsi senza che nessuno se ne accorgesse. Poteva gridare con tutta la rabbia che aveva trattenuto dentro di sé fino a quel momento.

Iniziò a singhiozzare, abbassando il capo e poggiando la fronte per terra.

E poi urlò… urlò più che potè, con tutto il fiato che aveva in gola.

“Vaffanculo, Jin!! Vaffanculo!!”

Afferrò il telecomando che era per terra e lo tirò contro il televisore. Poi aprì il frigo, prese le prime cose che vide davanti e le gettò, rompendo anche qualche bottiglia.

Rischiò di farsi male, ma non se ne curò minimamente… nulla aveva importanza, ormai.

Jin non lo amava più. Aveva aspettato tutto questo tempo per niente.

Ma la colpa era sua… era solo ed esclusivamente sua, perché era stato lui a lasciare Jin, a dare un taglio netto alla loro relazione. Era stato lui a rifiutarlo dopo più di un anno che stavano insieme.

Per cosa poi? Per qualche stupida foto con Yamashita? Per la sua fottuta gelosia?

Aveva commesso uno sbaglio terribile… e adesso ne avrebbe pagato le conseguenze, seppur terribili. Si sarebbe assunto la responsabilità delle sue azioni.

Ma come aveva potuto fare una cosa del genere? Come aveva potuto lasciarlo?

Lasciò il frigo aperto e tutto il disastro sul pavimento, buttandosi sul letto a peso morto.

Si sentiva uno schifo.

Cercò di fermare le lacrime, ma fu tutto inutile. Riuscì solo a piangere ancora più forte.

“Jin…”

Affondò la testa sotto il cuscino, come faceva spesso nei momenti di sconforto.

Chiamò Jin ancora e ancora, tra un singhiozzo e l’altro.

Si sentiva morire al pensiero di non essere più amato da lui. Non avrebbe mai pensato di poter soffrire così tanto per un motivo del genere… un motivo così apparentemente futile. Eppure, in quel momento gli sembrava di aver perduto per sempre una cosa di vitale importanza.

Perché Jin era importante… era troppo importante per lui.

Dopo aver pianto un’infinità di lacrime, Kazuya allontanò il cuscino ormai totalmente bagnato, poggiando la testa sul materasso e fissando un punto indefinito del soffitto con sguardo assente. Restò così a lungo, mentre si lasciava a poco a poco trasportare da un turbine di ricordi, nei quali lui e Jin andavano ancora d’accordo, ridevano, scherzavano… e soprattutto, si amavano entrambi. 

 

 

"Stupido coglione!" pensò Jin tra sè e sè mentre percorreva il tragitto per tornare a casa, anche se in realtà non ne aveva nessuna voglia. Non era il caso di tornare indietro dai ragazzi, visto che se n'era andato senza nemmeno salutarli... ma non era neppure il caso di andare da Kazuya... o forse si?
“Coglione!!” ripetè ancora a sé stesso.
Possibile che non ne combinasse mai una giusta?
Con quale faccia si sarebbe presentato l’indomani alla conferenza?
Avrebbe dovuto fingere per l’ennesima volta di essere felice di fronte alle telecamere, per lui era sempre stata un’enorme seccatura.
Non voleva deprimersi, non doveva pensarci.
Si sforzò di concentrarsi su qualcos’altro… ad esempio, non aveva ancora cenato.
Gli venne voglia di sushi, e si ricordò di un locale lì in quei paraggi di cui Yuichi gli aveva parlato molto bene, dicendo che il cibo era squisito. Ne approfittò quindi per andare a farci un salto.

“Konbanwa.” 
Notò una signora un po’ anziana al bancone, che parlava con un altro cliente.
“Un attimo e sono da lei, si accomodi!” gli disse con un sorriso cordiale.
Jin si sedette e aspettò di poter fare la sua ordinazione.
Nel frattempo, i suoi pensieri si rivolsero nuovamente a quel comportamento che aveva assunto prima. Cercava di non pensarci, ma era più forte di lui. Tra l’altro, quell’idea “geniale” che gli era passata per la testa non l’aveva nemmeno aiutato a capire cosa pensasse veramente Kazuya.
Ok, si era arrabbiato, aveva avuto una reazione, ma questo non significava nulla.
Ma poi si ricordò di quell’ultima frase, detta a denti stretti…

"Akanishi... io ti odio."

 

Una semplicissima e brevissima frase, che però aveva l’incredibile capacità di uccidere, di strappare il cuore e di calpestarlo in modo brutale.

Odio… una parola così tagliente.

Eppure, quello che Jin provava per Kazuya era proprio l’opposto dell’odio. Probabilmente avrebbe dovuto odiarlo pure lui, dopo l’inferno che gli aveva fatto passare per averlo lasciato, ma era tutto inutile… aveva imparato ad amare ogni parte di quel ragazzo, ogni sua piccola sfumatura.

Osservando un quadro di fronte a sé che raffigurava una spiaggia, si ricordò che una volta aveva promesso a Kazuya che quando avrebbero avuto qualche giorno libero lo avrebbe portato in vacanza al mare… in un posto isolato, lontano da tutti, per fare il bagno e spruzzarsi l’acqua addosso, giocare con la sabbia come bambini, fare l’amore in un posto nuovo non ancora sperimentato…

 

“Mi scusi, va tutto bene?”

“Come?”

“Ha gli occhi lucidi… posso fare qualcosa per lei?”

La signora lo guardò preoccupata, porgendogli un fazzoletto.

“No, no… non si preoccupi. La ringrazio.”

Si alzò e disse che si era dimenticato di un impegno urgente, ringraziandola ancora e scusandosi per il disturbo che le stava arrecando.

“Ci mancava solo questa!” pensò uscendo dal locale.

Decise di rinunciare al sushi, avrebbe cucinato qualcosa una volta tornato a casa. Solo che… non aveva molta voglia di rincasare, e gli stava persino passando la fame.

Aveva l’umore troppo a terra e non sapeva cosa gli convenisse fare per sentirsi meglio. Forse, solo chiarire con Kazuya l’avrebbe tirato su di morale…

Nel momento in cui si guardò attorno per decidere quale direzione prendere, ricevette una chiamata al cellulare da Koki.

 

“Hai?”

“Ti chiedo scusa per prima…”

Jin sospirò.

“Tranquillo, Koki… non ce l’ho con te, quindi non preoccuparti!”

“Ok… hai chiarito con Kazuya?”

“Veramente no…”

Koki recepì un senso di tristezza dal suo tono di voce.

“Ma ora stai andando da lui per chiarire, giusto?”

“Ecco… non saprei…”

“Senti, io stavo per portargli una cosa, ma ora che ci penso… non è meglio se gliela porti tu?”

“Eh?”

 

 

 
"Kazuya... sei felice con me?"
"Che domanda è?!"
"Ti sembra sciocca?"

“Certo che è sciocca! Con te sono felice e mi sembra pure ovvio!”
"A me no... insomma, se stai con me non vuol dire necessariamente che tu sia felice al mio fianco."
"Scemo! Certo che lo sono, invece!"
"Anche se ti faccio arrabbiare tutti i giorni per ogni piccola stupidaggine?"
"Anche se mi fai arrabbiare ogni giorno, si."

“Waaa~! Certo che allora mi ami proprio tanto, Kazu-chan!”
"Molla il mio braccio, ti ricordo che siamo in un luogo pubblico! Potrebbero vederci!"
"Uffa... che palle che sei!"
"No, che palle che sei tu!"

"Kazu-chan?"
"Che c'è?"
"Anch'io sono felice con te."

Ricordando quel piccolo episodio, Kazuya si sentì male per l’ennesima volta nell’arco di quella giornata. Se era felice con Jin? Che razza di domanda…
In quel periodo, forse, non ci rifletteva su più di tanto, ma adesso se ne rendeva pienamente conto… non era felice, no… di più. Molto di più. Stare con lui era qualcosa che lo riempiva di gioia.

Osservò per un attimo la foto che teneva sul comodino e si sentì di nuovo morire… una foto sua e di Jin, in campeggio. Si erano divertiti tanto quel giorno…

Aveva bisogno di distrarsi, non voleva più demoralizzarsi in quel modo. Pensò che stare a letto per tutto il resto della sera non l’avrebbe aiutato, quindi si alzò per cercare qualcosa da mangiare nel frigo, anche se con poca convinzione. Si fermò e volse lo sguardo a terra, guardando quello che aveva combinato precedentemente, preso dall’eccessiva rabbia.

“Che casino…” disse facendo una smorfia.

Si decise a pulire tutto e a riportare la cucina ad uno stato decente. Nel frattempo, qualsiasi cosa lo circondasse non faceva altro che ricordargli Jin…

Ripensò a quelle volte in cui mangiarono assieme in quella stanza, quando lui gli cucinava il pranzo… e Jin che gridava “itadakima~su” con quel sorriso radioso…

“No, non piangere di nuovo… non piangere, cazzo!!”

Si asciugò subito gli occhi con la manica, vergognandosi di quanto si sentisse debole.

Stava per gettarsi di nuovo sul letto, quando suonarono il campanello.

“Che palle!” pensò “Sarà sicuramente uno dei ragazzi per chiedermi come sto…”

Non voleva farsi vedere in quello stato da nessuno, nemmeno dai suoi amici. Odiava mostrare le sue debolezze. Si chiese se fosse il caso di aprire, mentre suonarono di nuovo e dopo qualche secondo bussarono pure alla porta.

“Uffa… un attimo! Sto arrivando!” borbottò.

Aprì e rimase di stucco.

Il motivo della sua depressione era lì. Si era materializzato davanti a lui, e lo guardava anche un po’ preoccupato… forse si era accorto della sua brutta cera.

Perché era venuto a casa sua?

Forse… voleva scusarsi per il modo in cui l’aveva trattato prima?

 

“J-Jin…”

 

Notò che portava qualcosa in mano.

“Hai dimenticato il cellulare.”

Kazuya abbassò subito lo sguardo, deluso.

 

“Che stupido che sono… è passato solo per questo, e io che pensavo a chissà che cosa…avrei dovuto immaginarmelo…”

 

“Ah… grazie…” disse pianissimo.

Prese lentamente l’oggetto e la sua mano sfiorò appena quella dell’altro ragazzo. Non riusciva neanche più a guardarlo negli occhi.

“Non avresti dovuto disturbarti…”

Si voltò dandosi ancora una volta dello stupido per quelle parole, forse un po’ dure, mentre andava a posare il cellulare sul mobile vicino alla porta. Avvertì di nuovo quella fitta al cuore… e quelle lacrime che chiedevano di poter scendere nuovamente libere lungo le guance. Non sarebbe riuscito a trattenerle ancora per molto… era il caso di farlo andare via subito, prima che sarebbe scoppiato a piangere davanti a lui…

“Bene… allora a doma…”

Non finì l’ultima parola, trovandosi di fronte Jin che con un movimento veloce gli prese i polsi e lo spinse facendolo appoggiare a muro. Kazuya lo guardò sorpreso, provando a chiedergli cosa stesse facendo, ma le parole gli morirono ancora una volta in gola. Lo sguardo di Jin era diretto, profondo… e sembrava incredibilmente serio. Era lì, a pochi centimetri dal suo viso…

“Hai gli occhi rossi… hai pianto?”

Trascorse qualche secondo, mentre la stretta sui polsi si faceva un po’ più salda.

 

“Io…”

 

Non sapeva esattamente cosa rispondere, ma Jin non gliene lasciò nemmeno il tempo… in un istante, le sue labbra si posarono urgentemente sulle sue.

Kazuya chiuse gli occhi senza neanche accorgersene e si lasciò subito andare, cercando di nuovo quel dolce contatto nel momento in cui l’altro stava per allontanare il viso.

Provava tanta rabbia nei confronti di Jin, il solo pensiero che si fosse innamorato di qualcun altro lo stava uccidendo, tuttavia non riusciva ad odiarlo… aveva sognato di poterlo baciare di nuovo e stringerlo ancora una volta a sé per tanto, troppo tempo…

Jin gli leccò lentamente le labbra, per incitarlo ad aprire la bocca e a lasciargli libero accesso, cosa che Kazuya non gli negò. Le mani abbandonarono i polsi per posizionarsi sui fianchi, carezzandoli piano, mentre le braccia dell’altro ragazzo, finalmente libere, andarono a circondargli possessivamente il collo, affondando poi una mano tra i lunghi e morbidi capelli, che durante quei mesi erano cresciuti tanto.

Jin aveva quasi dimenticato il sapore dei loro baci… si staccò un attimo solo per riprendere fiato, per poi tornare a far duellare le loro lingue. Nel frattempo, una mano si stava già facendo strada sotto la maglietta dell’altro, carezzandone la pancia piatta e poi il petto.

“Jin… mmmh… la porta….”

Kazuya si spostò un poco e allungò il braccio per chiuderla, timoroso che qualcuno passasse di là e li cogliesse in fragrante. Non appena la chiuse del tutto, Jin lo fece appoggiare ad essa, riprendendo impaziente il lavoretto di prima.

La sua bocca scese sul collo, giocandoci con la lingua, facendo intanto più pressione sul suo corpo in modo che le loro eccitazioni fossero in stretto contatto.

Avvertendo quel membro già duro contro il suo, Kazuya gemette nel bacio. Arrossì quando Jin volse il suo sguardo sotto, ammirando soddisfatto il risultato ottenuto. Amava quei pantaloni… bianchi e così aderenti, mostravano perfettamente quanto Kazuya gradisse le sue attenzioni.

Non glieli tolse subito… decise piuttosto di levargli quell’inutile maglietta, gettandola malamente in un angolo dell’ingresso. Una mano andò a stuzzicare un capezzolo, massaggiandolo e stringendolo, mentre l’altra percorse piano la coscia, avvicinandosi pericolosamente a quello che era senza dubbio il punto più debole di Kazuya, che si spinse un po’ in avanti con il bacino per dimostrargli quanto fosse impaziente.

“Non avere fretta, piccolo…” gli sussurrò all’orecchio sensualmente, prima di sostituire quella mano sul petto con la sua bocca. Prese il capezzolo tra le labbra e cominciò a succhiare, godendo nel frattempo dei continui gemiti del ragazzo di fronte a sé.

Proprio in quel momento, Kazuya si allarmò.

Nonostante la voglia fosse troppo grande, pensò che quello che stava per accadere sarebbe potuto rivelarsi un enorme sbaglio per entrambi. Non riusciva a mettere da parte quello che aveva scoperto amaramente appena qualche ora prima.

“F-forse… è meglio se…”

Jin premette con più forza il capezzolo con i denti, facendo sussultare Kazuya.

“Nnnnh… Jin… quella persona…”

“Baka…”

Si fermò e lo guardò, sorridendo dolcemente.

“Pensavi che dicessi sul serio? Sei così ingenuo, Kazu-chan…”

Lo abbracciò stretto, depositandogli piccoli baci sulla guancia.

Kazuya si sentì al settimo cielo… pensò che avrebbe dovuto prenderlo a schiaffi per la paura che gli aveva fatto prendere, ma riuscì solo a piangere sulla sua spalla, scaricando così tutta la tensione che era stato costretto a sopportare prima.

Jin si sentì tremendamente in colpa… iniziò ad accarezzargli piano i capelli, per provare a calmarlo.

“Perdonami… ho fatto lo stronzo...”

L’altro alzò il viso, guardandolo con gli occhi pieni di lacrime ma anche d’amore.

“Perdonami anche tu, per averti lasciato…” sussurrò baciandolo poi con passione, cercando di trasmettergli in quel modo tutto quello che provava per lui.

Jin lo allontanò dalla porta, facendolo avanzare verso il letto che si trovava nella camera a destra, senza staccarsi per un attimo dalle sue labbra. Quando arrivarono, lo fece stendere e si posizionò subito sopra di lui, continuando ancora a baciarlo.

Kazuya strattonò la sua maglia, aiutandolo poi a levarsela. Accarezzò la schiena nuda e gli lasciò un paio di baci umidi sulla spalla, aprendo di più le gambe nel frattempo. Jin se ne accorse e decise di soddisfare quella muta richiesta… ma non prima di averlo fatto soffrire un po’, toccando solo da sopra il tessuto e palpando ripetutamente.

“Sai una cosa? Questi pantaloni ti stanno proprio bene…”

L’altro sorrise lascivo, con  le guance un po’ arrossate.

“Lo so… me lo dicevi spesso…”

“Già…” si avvicinò di più per leccargli il labbro inferiore “Però senza staresti ancora meglio…”

Prese la zip tra le dita.

“Beh… potresti togliermeli…”

“Si, potrei… oppure no…”  aggiunse con un luccichio negli occhi, ricominciando a toccarlo.

Kazuya si lamentò con un gemito un po’ più alto degli altri, girando la testa da un lato e respirando affannosamente.

“Jin, spogliami…”

“Così non funziona, Kazu-chan.”

Il ragazzo sotto di lui capì al volo e arrossì maggiormente, non più abituato a certe situazioni.

“Per favore…”

“Cosa?”

“T-ti prego, spogliami… ti prego…”

“Non riesci proprio a resistere?” rise piano Jin, mordendogli il collo.

“Aaah… no, non ce la faccio… n-non resisto… ti prego…”

Tirò un sospiro quando sentì finalmente la zip dei suoi pantaloni muoversi verso il basso.

“Hai vinto, piccolo.”

Glieli tolse velocemente insieme alle mutande, lasciando il suo membro interamente scoperto.

“E adesso… cosa vuoi che faccia?” chiese sfiorandolo appena, quasi distrattamente.

Kazuya arrossì per quella domanda sfacciata, guardando da un’altra parte.

“Come siamo timidi, Kazu-chan…”

Si abbassò nuovamente per baciarlo, mentre una mano prese il membro del ragazzo e cominciò a muoverlo su e giù… prima lentamente, per poi andare sempre più veloce. Kazuya reagì ansimando e dimenandosi sotto i suoi occhi divertiti. Intanto, Jin si mise un dito dell’altra mano in bocca, inumidendolo con la lingua, spostò il suo ragazzo leggermente da un lato e poi avvicinò quella mano alla sua piccola fessura, preparandolo a quello che sarebbe accaduto successivamente.

“Rilassati…” gli sussurrò.

Kazuya annuì, continuando a godere di quelle attenzioni sul suo membro. Appena sentì quel dito entrare in lui, si irrigidì stringendo i denti… faceva male, ma non era ancora niente in confronto a quello che avrebbe sentito dopo, quindi si fece forza e disse a Jin di non fermarsi.

L’altro lo baciò chiedendo di nuovo accesso all’interno della sua bocca, mentre faceva uscire e rientrare il dito e muoveva il suo membro allo stesso ritmo.

Era bello avere il corpo di Kazuya incollato al suo, nudo ed eccitato, completamente alla sua mercé… aumentò ancora di più la velocità, aggiungendo un secondo dito e poi un terzo, facendo letteralmente impazzire l’altro ragazzo, che ormai ansimava senza ritegno.

“Mi piaci...” disse Jin tra un bacio e l’altro “Mi piaci da morire…”

Kazuya sentì il suo corpo andare a fuoco, si abbassò per poggiare la testa contro il petto sudato del ragazzo e gemette parole sconclusionate, perdendo quel filo di ragione che gli era rimasto.

“Aaaaah… pure… tu mi… aaaaahn….”

Dopo qualche istante venne violentemente, bagnando la sua mano e i loro stomachi.

“Sono stato bravo, poi voglio un premio…” sorrise soddisfatto Jin.

Kazuya restò appoggiato a lui respirando ancora un po’ affannosamente, sentendo nel frattempo quelle dita uscire lentamente dal suo corpo. Jin lo allontanò solo un attimo per finire di spogliarsi, togliendosi jeans e boxer. Poi si mise di nuovo sopra di lui e gli accarezzò un fianco, prendendo il suo stesso membro in mano per avvicinarlo alla fessura. 

Improvvisamente, Kazuya si tirò su e lo bloccò.

“Cosa…”

“Volevi un premio, no?” sorrise prima di abbassare il capo e prendere il membro in bocca.

Jin sospirò piacevolmente sorpreso dall’iniziativa del suo compagno, posò entrambe le mani sulla sua testa spingendola piano verso il basso e chiuse gli occhi per godersi appieno quel momento. Il suo amante decise ovviamente di prendersi prima una piccola rivincita… diede dei piccoli baci sulla punta e poi passò ai testicoli, ignorando quei gemiti di disappunto che cominciavano a farsi sentire.

Jin sapeva bene che lui lo stesse facendo apposta… cercò di trattenersi per non dargliela vinta, ma non riuscì a resistere ancora a lungo senza pregarlo.

“Kazu… in bocca, per favore…” disse stringendo un ciocca di capelli tra le dita.

Notando quel viso arrossato e quello sguardo pieno di desiderio, Kazuya decise di accontentarlo. Prese finalmente tutto il membro e succhiò forte, facendogli gettare il capo indietro e lanciare un sonoro gemito. In breve tempo, anche Jin perse il totale controllo della situazione, liberandosi infine nella bocca del suo amante ansimando pesantemente. Kazuya leccò via quello che era rimasto e poi alzò la testa per baciarlo con passione, facendogli sentire il suo stesso sapore.

“Grazie del premio…” disse con soddisfazione Jin, invitandolo a stendersi di nuovo sotto di sé.

“Prego, te lo sei meritato…” aggiunse l’altro, mettendosi comodo.

Jin gli alzò un po’ di più le gambe e si posizionò meglio sopra di lui. Stimolò il suo pene con una mano appena prima di iniziare a penetrarlo, e poi gli baciò teneramente i capelli, inebriandosi del profumo del suo balsamo. Quanto gli era mancato tutto questo…

“Ti amo, Kazuya…”

L’altro sorrise, circondandogli il collo con le braccia.

“Anch’io, Jin… non ho mai smesso…”

Lo baciò e poi gli fece un cenno con la testa, per fargli capire che era pronto.

Socchiuse gli occhi aspettando che entrasse dentro di lui, finchè non avvertì quel dolore lancinante che non aveva sentito più per mesi... si aggrappò alle sue spalle e si lamentò piano, cercando di resistere senza gridare. Jin si fermò subito per farlo abituare a quell’intrusione, avvicinò il viso a quello suo e lo riempì di piccoli baci.

“Scusami… ora passa…”

“Ahi.... Jin…”

“Scusami…”

Dopo qualche secondo iniziò a dare delle piccole spinte, sperando di fargli meno male possibile.

La voglia di lasciarsi andare e di penetrarlo subito con forza era tantissima, ma si trattenne più che potè, sperando che quel dolore che Kazuya stava provando diminuisse al più presto.

“Dio… come sei stretto…”

Come risposta ricevette un gemito trattenuto a stento.

Da quella posizione poteva ammirarlo in tutta la sua bellezza… quel volto meraviglioso, quel petto liscio con quei piccoli ed invitanti capezzoli, quelle gambe… era perfetto, si rese conto ancora una volta che il suo Kazuya era davvero bello.

“Sei bello…” gli sussurrò all’orecchio, dando una spinta leggermente più forte rispetto alle altre.

“… e sei mio.”

“Ah…” Kazuya lo avvicinò di più a sé, cominciando finalmente a provare meno dolore.

Altre spinte e altri gemiti, stavolta di piacere.

“Tuo… sono tuo, Jin…”

Da quel momento in poi, Kazuya non capì più niente. Non ci volle molto perché perdesse la cognizione del tempo e non riuscisse più a formulare un pensiero razionale… avvertì il membro di Jin affondare dentro di lui in profondità, provocandogli un piacere incredibile. Tutte le volte che andava a toccare quel determinato punto magico, lui sussultava e quasi gridava… un fortissimo calore cominciò ad espandersi per il suo corpo, mentre tutto il resto attorno a lui sembrava scomparire e perdere importanza. Adesso c’erano solamente loro due… c’era Jin che lo possedeva, stringendolo e cercando disperatamente la sua bocca. I capelli lunghi cadevano lenti sulla sua faccia, facendogli un leggero solletico, ma per niente fastidioso… e quelle mani tanto esperte lo toccavano dappertutto, pur conoscendo già a memoria ogni centimetro della sua pelle.

E anche Jin, come lui, si sentiva in Paradiso… quello che desiderava di più al mondo era lì, sotto di lui e tra le sua braccia. Era tutto perfetto, non mancava nulla… anche perché non ci sarebbe stato altro da aggiungere. Niente, non chiedeva più niente. Solo Kazuya, e basta.

“Jin… oddio… Jin… di più… aaaah… di più…”

Aumentò la velocità, per poi rallentare di scatto, per poi andare veloce di nuovo… ed entrambi sembravano morire d’amore e di piacere.

Quando Jin si decise a lasciarlo venire, afferrò il suo membro e lo masturbò allo stesso ritmo delle spinte, che diventarono ancora più potenti. Kazuya si svuotò così per la seconda volta, inarcando la schiena e urlando senza controllo il nome di chi amava, seguito poco dopo da quest’ultimo, che si riversò dentro di lui appoggiandosi sfinito contro il suo corpo.

Restarono così per qualche istante, aspettando che i loro respiri tornassero regolari. Dopo Jin uscì delicatamente, stando attendo a non fargli male di nuovo. Posò un piccolo bacio sul petto che stava sotto di sé, per poi poggiarvi una guancia e chiudere gli occhi.

“Tadaima…”

Kazuya sorrise e lo strinse forte, chiudendo gli occhi a sua volta e sentendosi davvero felice… una felicità così grande che forse non aveva ancora provato in tutta la sua vita.

“Okaeri…”

 

 

終り [ Fine ]

 

 

Ed ora un piccolo test per i lettori u__u

Segnate con una crocetta la risposta che ritenete più corretta.

 

Come vi sembra questa fic?

A)    E’ una schifezza.

B)     E’ schifosa.

C)    Fa schifo.

 

Ok, ora possiamo anche passare alle dediche xD

-Alla mia dolce amanta, che mi ha quasi minacciata di morte affinché scrivessi questa fic e la finissi pure in tempi brevi >_>… amà, sei una rottura di coglioni!!! xDDDDD

-A Gioia, anche lei fan di Akame e dei KT in maniera spropositata come me! *O*

-Alla mia ammora… non c’è un motivo in particolare, ma è la mia ammora e quindi voglio dedicare la fic anche a lei. u___u

 

Bene, ho finito… grazie per aver letto questa robaccia! *_*

La vostra scrittrice preferita sfornerà al più presto un nuovo capolavoro della letteratura yaoi. u_ub Alla prossima! +va a farsi abbattere da un cacciatore+

 

Traduzione di alcune parole

Moshi moshi: Pronto

Ohisashiburi: Da quanto tempo

Konbanwa: Buona sera 
Hai: Si

Itadakimasu: Grazie per il cibo (equivale al nostro “buon appetito”)

Baka: Stupido
Tadaima: Sono tornato
Okaeri: Bentornato


Fanfiction di Ky0k0
Alle ore:17:43
Categorie: kat-tun, akame
commenti (8)

martedì, 28 agosto 2007

Torno con un'altra delle mie vecchie fanfictions sui diru... stavolta una DieShinya NC-17. Rileggendola, mi sono ricordata che era un regalo per amà °_° a quei tempi non eravamo ancora così amiche, eppure le dedicavo già le fics!! Mica è normale sta cosa! xDDDDD
Buona lettura! *O*

おやすみ [ oyasumi ]

Faceva caldo, quella notte.
Non era ancora giunta l'estate, ma un'aria tiepida si stava già diffondendo a Tokyo.
La mia nuova casa era grande... da tanto tempo avevo intenzione di non comprarmi sempre il solito monolocale. Ma la cosa buffa è che era pure una casa accogliente... da quando c'era lui, tutto era perfettamente in ordine, quasi in modo maniacale. Kaoru mi disse che non sembrava nemmeno casa mia.
Nessuno sapeva che Shinya dormisse da me, nè che nell'ultima settimana mi facesse visita anche di giorno. Entrava, facevamo sesso, si faceva un doccia, metteva un pò in ordine e se ne andava.
Parlavamo poco, c'era qualcosa nel nostro rapporto che si era ormai frantumato.
Non vi erano più quelle risate, quegli scherzi, quelle volte in cui io gli parlavo e lui stava ad ascoltare per interminabili minuti... tutto questo era scomparso, svanito nel nulla, come se non fosse mai successo realmente. Come se fosse stato tutto un semplice sogno.
Quella notte, Shinya si appoggiò contro la mia schiena, restando così per qualche istante, con una mano sul mio petto. Rimasi fermo, girato dall'altra parte, facendo finta di dormire.
In quel momento, mi sembrava quasi che non fosse solamente sesso, ma che ci fosse qualcosa di più profondo tra di noi.
Non volevo che quel momento terminasse subito...
Shinya però si accorse che ero sveglio, mi fece voltare verso di lui e mi baciò in bocca, violentemente. Ricambiai il suo gesto, assaporai quel gusto di fragole che avevano le sue labbra.
Quel gusto che mi faceva impazzire, a cui non sapevo mai dire di no, nonostante mi sentissi spesso stupido, stanco. Usato.
Si mise a cavalcioni su di me, mi tirò su per le spalle e cominciò a giocare con il mio collo, tracciando ideogrammi insensati con la lingua, guidando nel frattempo le mie mani sui suoi glutei.
I nostri bacini danzavano l'uno contro l'altro... l'eccitazione di Shinya pulsava, ancora contenuta nei boxer.

"Daisuke... cosa aspetti?"

Glieli sfilai piano, sfiorandoli prima con le dita, poi abbassandoglieli leggermente, facendo in modo che l'elastico percorresse e stuzzicasse tutta la lunghezza del suo membro.
Cosa che Shinya sembrò gradire, appoggiandosi ancora di più contro di me.
Le sue mani correvano sapienti sulla mia schiena, sui miei fianchi. Le sue unghie graffiavano la mia pelle.
Mi sospirava direttamente all'orecchio, facendo scomparire pian piano quel briciolo di ragione che avevo. Come sempre.
Mi morse il lobo, non appena iniziai a torturare il suo fallo con una mano... e quando aumentai il ritmo, i suoi gemiti riempirono il silenzio di quella stanza.
Gemiti che mi fecero perdere il controllo, costringendomi ad andare più veloce, più forte... fino a quando non avrebbe gridato il mio nome, esplodendo di piacere.

"Sei bello... sei dannatamente bello e ne sei consapevole...
Sfrutti il tuo aspetto per rendermi tuo prigioniero... non è così?"


"D-Daisuke..."

Allentai un poco la presa, mentre l'aria si faceva sempre più calda, i nostri corpi cominciavano ormai a sudare.
Mi bloccò le mani improvvisamente, mi allargò le gambe e prese a pompare senza che nemmeno me l'aspettassi, facendomi subito ansimare.

"Shinya... perchè non te ne accorgi?
Perchè non ti rendi conto che ho occhi solo per te?
Che questo corpo è tuo... che questo cuore appartiene solamente a te?"


Non riuscivo a capire se mi trovavo in Paradiso o all'Inferno...
Shinya era lì, con me, sul mio letto, che mi avvolgeva completamente... ma era freddo, distaccato. Così lontano, nonostante l'apparenza.
Una bambola insensibile, che non provava sentimenti.

"Non vuoi provare ad amarmi?"

Inarcai la schiena e invocai piano il suo nome, poggiando una mano sulla sua testa per assecondare i suoi movimenti.
Andava sempre più veloce, per poi fermarsi proprio sul più bello… mordicchiandomi i testicoli, lasciando qualche bacio fugace sulla punta, ignorando al momento i miei ansiti che chiedevano disperatamente di più.

“Shinya… aaaah… ti prego, Shinya…”

“Hai poca resistenza…”

Lo prese di nuovo in bocca, stavolta senza fermarsi, guardandomi con sfacciata soddisfazione, mentre mi mordevo forte il labbro per non urlare.
Cercai di resistere ancora un po’, ma il piacere…
Il piacere era troppo forte…
Mi svuotai violentemente nella sua bocca, gemendo fortissimo, con tutta la forza che mi era rimasta.

“Se tu venissi a conoscenza di quello che provo per te ti allontaneresti, vero?
Non daresti alcun significato a queste notti…
se non quello di un puro divertimento…
…perché io sono questo per te… vero?”


“Fottimi, Daisuke.”

“…Un divertimento.”

Lo lasciai distendere sotto di me, gli sollevai le gambe e con irruenza entrai subito in lui, senza prepararlo. Tanto non me l’avrebbe neanche permesso.
Sperai soltanto di non avergli fatto troppo male, anche se trattenne a stento un gemito di dolore, stringendo con forza le mie braccia.

“Tutto bene?”

“Nnnh… certo…”

“Non voglio farti del male…”

Iniziai a muovermi lentamente, assicurandomi che si fosse abituato a quell’intrusione… per poi aumentare a poco a poco il ritmo, avvertendo quel calore che si espandeva per tutto il mio corpo, che non mi faceva capire più niente.
Il suo volto contratto dal piacere, il suo petto sudato, le sue mani che mi scompigliavano i capelli… non mi importava altro, in quel momento.
Sentire il mio nome provenire dalle sue labbra, tra mille gemiti… sentirlo ancora, ancora e ancora…

“Lasciati amare, Shinya…”

Con una mano lo masturbai, andando nel frattempo sempre più dentro di lui, con colpi profondi e decisi.

“Vieni…”

“Aaaaahh…”

“Vieni, Shinchan…”

“Amami.”

Venni pochi istanti dopo di lui, con un’ultima poderosa spinta.
Mi accasciai esausto sul suo petto, con il respiro ancora irregolare. Restai fermo per qualche minuto, godendo ancora della sua vicinanza. Poi uscii lentamente dal suo corpo, stendendomi al suo fianco.
Lui si mosse, alzò la testa… forse per alzarsi e andarsene, forse per voler ricominciare daccapo… ma io gli presi il viso tra le mani e lo baciai.
Non un bacio come quelli precedenti… fu un delicato sfiorarsi di labbra, nulla di più.
Era chiaramente sorpreso, non se l’aspettava. Forse stavo per fare il più grande sbaglio della mia vita…

“Ti amo.”

“Ecco… è fatta. L’ho perso per sempre.”

Mi odiavo.
Quello sguardo interrogativo, confuso, triste… era l’ultima cosa che avrei voluto vedere. Quando abbassò il capo senza dire una parola mi sentii morire.

“Ho davvero rovinato tutto?
Ti prego, dimmi qualcosa… qualsiasi cosa…”


“Shinchan…”

“Buonanotte, Die.”

Si voltò dall’altra parte, dandomi le spalle a abbracciando il cuscino.
Non se ne andò, nonostante il mio timore… restò lì con me.

“Buonanotte, Shinchan…”

Mi voltai anch’io, cercando di trattenermi dal piangere. Fissai il muro accanto a me, poi chiusi gli occhi.

“Ti amo anch’io…”

Non sapevo se quel sussurro fosse realmente la sua voce o soltanto la mia stupida immaginazione…
Sorrisi senza voltarmi, finchè dopo un po’ non mi addormentai.

“Volevo solo che tu sapessi che per me non è sesso. Non lo sarà mai, piccolo Shin.
Ti amo e te l’ho detto… quello che accadrà domani, adesso non conta.”

 



FINE

Lettori indignati: “Buuuuuhh!!! Ma che razza di fine è questa?!” +le lanciano pomodori+
Autrice: “Ehm… lo so, lo so… è un finale un po’ insensato!” xD +cerca di non sporcarsi il vestito+
Die: “Io avrei una cosa di cui lamentarmi!” T___T
Shinya: “Anch’io.”
Die: “Perché faccio la parte del ragazzo sfigato e sdolcinato?” T.T
Shinya: “Perché Miyu non compare nemmeno come comparsa?”
Toshiya (che spunta dal nulla): “Perché questa fanfiction non è incentrata sul mio meraviglioso personaggio?” çOç
+l’autrice dà un calcio ben assestato ai denti (già traumatizzati) del bassista+
Autrice: “Adesso dite quel che dovete dire, su!” U_U
Die: “Tanti auguri, Sara!” *O*
Shinya: “Auguri…” +s’inchina+
Toshiya: “AuguVi!” *w* +gli cade l’ultimo dente+

xD +si killa+


Fanfiction di Ky0k0
Alle ore:10:04
Categorie: diru, dieshinya
commenti (6)

venerdì, 24 agosto 2007

Una deprimentissima deathfic su Kyo dei Dir en Grey... la mia fantasia a volte mi fa paura °__°...


AIN’T AFRAID TO DIE

 



“Persino il sangue che fuoriesce da un taglio sul petto ha bisogno di una ragione...non è forse così?”

Ora che non ho più nemmeno la forza di alzarmi dal pavimento freddo, di tornare a comporre le mie canzoni, di finire la mia sigaretta ancora lì dove l’avevo lasciata, mi rendo conto che in realtà non è affatto così...
Perchè mi sono ridotto a questo? Perchè la lama è piena di sangue?
Nel momento stesso in cui penso a una ragione, mi accorgo con grande rammarico che invece, nonostante le aspettative di tutti, una ragione non c'è...
Mi trovo qui, steso per terra, a causa di una serie di dettagli insignificanti... che se anche avessero un significato nascosto, allora verrebbero immediatamente schiacciati dal resto del mondo.
I miei occhi socchiusi puntati sul soffitto buio, odore di nicotina attorno a me, mentre il silenzio assoluto riempie la stanza. Solo i miei piccoli ansiti, appena percepibili.

“Anche imprimendo il significato di ciò che ho vissuto, so che si tratta di un fiore privo di significato...”

Non c'è niente che abbia realmente senso.
Quanto ti accorgi che il tuo cuore, il tuo corpo, la tua volontà sono e rimarranno sempre sottomessi a qualcosa che è più grande di te...e ti accorgi che non puoi far nulla per cambiare tutto ciò, perchè se solo ci provassi ti ritroveresti ancora più solo, ancora più incompreso.
Anche quando qualcosa ti attanaglia l'anima e ti distrugge nelle viscere, gli altri vedono solo un povero stupido incapace di combattere.
Quindi non c'è una vera ragione che mi costringe qui, affascinato dal mio sangue che sgorga piano. Voglio solo farla finita.
E per farla finita forse non c'è bisogno di un motivo...forse basta solo desiderarlo ardentemente.

“Non posso ottenere ciò che vorrei...tuttavia, se ci riuscissi, la gentilezza che sto continuando ad avere scivolerebbe via...”

E io mi sono stancato delle solite frasi fatte, degli stessi pensieri che mi hanno condotto a sperare...sperare di poter essere prima o poi felice, come potrebbe esserlo una persona qualsiasi, almeno una volta sola in tutta la sua vita.
Non posso più aspettare di poter sfoggiare un sorriso sincero, perchè il pensiero che questo momento potrebbe non arrivare mai mi perseguiterà...
E non mi importa più se la gente mi giudicherà un debole, un perdente, una feccia. Loro non sanno, loro non possono sapere.
L'unico mio grande timore è pensare che potrebbero giudicarmi così anche le poche persone che finora hanno provato a capirmi, che mi sono state accanto nei pochi momenti in cui mi sono lasciato avvicinare.
Vorrei gridare, vorrei piangere, ma ho un nodo troppo grande in gola...

“Il suicidio è la prova della vita.”

Non ho paura della morte, anche se non ho idea di cosa possa aspettarmi da un momento all’altro…se l’Inferno o il Paradiso, se un nuovo corpo o semplicemente il nulla.

…io ho paura di vivere…

Comincia a farsi ancora più buio, inizio a sentire freddo. La paura sta svanendo pian piano.

“Uccidendo la voce, chiudendo gli occhi, indugiando e vagando nell’oscurità
non potrò più dipendere da nessuno…”


L’ultimo ricordo è rivolto a te…lo tengo stretto insieme al mio ultimo respiro, ancora per un po’…
Ancora qualche attimo per poter mettere a fuoco nella mia mente il tuo viso.
Tu che mi hai dato tanto, senza nemmeno rendertene conto. E che piangerai fino alla nausea, quando saprai troppo tardi cosa mi sta accadendo. Tu che non saprai mai quello che provo per te…

“Sorridi, non piangere più…
d'ora in avanti rimarrò a guardarti…”


Le ultime forze mi stanno abbandonando, eppure sorrido. Un sorriso che non vedrà nessuno, a parte le tenebre che stanno per inghiottirmi.
…Non avere paura di morire, Tooru...



FINE

Nota 1: l'ho scritta in un momento di PURA depressione, si nota? xD
Nota 2: Per chi non lo sapesse, Tooru è il vero nome di kyo dei diru.
Nota 3: La persona a cui si rivolge all'ultimo...uhm, non so chi sia! xD Vi lascio quindi alla vostra fantasia dalle forme più svariate! xD
Nota 4: I testi tra virgolette sono presi da alcune songs dei diru, precisamente da Audience Killer Loop, The Final, Mushi, Kodou e Ain't Afraid to Die. La traduzione in italiano è opera di
Zan. [clicca sul nick per il sito]


Fanfiction di Ky0k0
Alle ore:11:37
Categorie: diru
commenti (6)

mercoledì, 22 agosto 2007

BWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!  OççççççççççO

Inauguriamo il mio nuovissimo blog! *OOOO* Dove archivierò tutte le mie fanfictions! ù_ù Ho deciso di abbandonare livejournal... troppo scomodo da usare per i miei gusti. Quindi, mi toccherà ripostare qui tutte le fics che avevo già scritto lì =.= ...vale a dire solo due 2 x°D le altre sono SOLO sparpagliate per i vari forum u_u'' +si killa+

Cominciamo subito: GOOOOOO!!! *_______*

Amààààààààààà *OOOOOOOOOO* questa stupidissima akame è per te *_* L’ho scritta per tirarti su di morale! Dubito di riuscirci ù.u… ma almeno ci provo! xD

Ti voglio tanto bene! *________________*
Rating: Teoricamente NC-17... teoricamente...

 

SENZA PUDORE

“Aaaah… Jiiin…”

“Si, amore…”

“Aaah…”

Si dimena e si aggrappa a me, con il volto arrossato.

“Jin… oddio… aspetta…”

Amo il suo modo di gemere.

Amo quelle guance color porpora.

Amo quel nervetto che spunta all’angolo della sua fronte mentre cerca di trattenersi.

Ma a dire il vero io amo tutto del mio Kame-chan.

“P-piano…”

“Così?”

“Aaaaaaaahhh…”

Inarca la schiena buttando la testa indietro.

E’ così eccitante… non smetterei mai di guardarlo…

Mi fermo un attimo, ma lui mi strattona il braccio e quasi mi ringhia.

“Continuo?” domando, anche se in realtà sto già ricominciando.

“Aaaaaah… siii… aah... così, Jin…”

Kame, Kame, Kame…

Sei proprio bello, sai?

Alzi di nuovo la testa e la avvicini alla mia… posso sentire meglio i tuoi gemiti…

Nel frattempo, qualcuno bussa alla porta.

“Scusate…”

E’ la voce di Ueda.

“So che non è educato interrompere, specie sul più bello… ma questo non è il luogo né il momento per certe cose…”

“Aaaaaaah!! Aaah… AH!!”

Kame urla più forte. Sta letteralmente impazzendo sotto di me.

“Ehm… avete capito il concetto, vero?” sento chiedere con titubanza.

“Non stiamo facendo nulla di male” rispondo io un po’ seccato.

E che cazzo! Ma perché mi devono disturbare proprio mentre sto contemplando Kame che si contrae e geme?

Ueda non dice più niente. Non ho capito se se n’è andato o è rimasto semplicemente senza parole. Boh, chi se ne frega!

Continuo con il mio lavoretto…

“Ahi… fai piano! Aaah…”

“Sono proprio senza pudore…”

Questo è Maru. Ma che palle! Sono tutti là dietro ad ascoltare?!

“Alzate un po’ di più la voce, così registro con il telefonino!”

SBAM!!

Questo invece è Junno scaraventato con violenza da qualcuno di loro contro la porta.

Che idiota!

Mi viene da ridere, ma la situazione non me lo permette. Devo concentrarmi…

Kame tiene gli occhi chiusi e si morde il labbro inferiore con forza.

Un altro lungo gemito gli esce dalla bocca…

“Insomma, BASTA!!!” urla Koki indemoniato, spalancando la porta “Non avete proprio il minimo senso del pudore! Ma vi rendete conto che siamo in un luogo pubblico?! Non vi ver…”

Gli si fermano le parole in gola.

Tutti ci guardano a dir poco shockati. Le loro facce sono esterrefatte.

“Beh? Che avete da guardare?” chiedo distraendomi un attimo.

“JIIIIIIIIIIN!!!!!!! MALEDETTISSIMO IMBECILLE!!!!!!!!”

Accidenti!

“Ops… si, amore!”

Prende una ciabatta e me la sbatte in piena testa.

“Ahiaaaa!!”

Apro lentamente gli occhi e mi ritrovo in primo piano l’enorme faccione di Pippo (*)… la ciabatta scende a rallentatore lungo il mio viso e cade a terra con un tonfo.

Naturalmente ha preso proprio quella della Disney, che è pesante e fa un male cane, dannazione!

“Amore…” sussurro impaurito.

“TI HO DETTO DI TENERMI DISTESA QUELLA DANNATA GAMBA E DI TIRARLA VERSO DI TE!!!!!!”

“Scusami, Kame-chan…”

“DIO, QUANTO ODIO I CRAMPI!!!!!!!!!!!!”

 

FINE xD


(*): Perchè in un recente servizio fotografico, Kame ha le ciabatte della Disney ù_ù con Pippo & Co. *O* +muoreggia+

Commentateee *_________* +rotola via felice+


Fanfiction di Ky0k0
Alle ore:18:23
Categorie: kat-tun, akame
commenti (9)